Tarzan, l’uomo scimmia
(W.S.Van
Dyke, 1932)
Dalle
scimmie fu allevato,
da
una scimmia fu cullato,
divenuto
alto e prestante
per
amico ha un elefante
e
la Cita lo accompagna
tanto
al mare che in montagna.
Per
seguire il beneamato,
bello
forte e palestrato,
una
dolce americana
molto
casta e molto sana
smette
abiti e corpetto,
resta
solo in reggipetto,
un
costume castigato
su
consiglio dell’amato.
La
coppietta fa furori,
per
veder vengon da fuori,
cacciatori
e anche selvaggi
rimediati
nei paraggi.
Questa
giungla è diventata
una
zona frequentata:
quant’è
fico, quanto è bona,
che
bel maschio, che ciaciona!
Dice
Jane al suo amoroso:
qui
per noi non c’è riposo,
a
evitare tanti strilli
meglio
andare a Piccadilly
o
altra piazza più affollata:
qui
la pace se n’è andata!
E
in maniera alquanto strana
volan
via di liana in liana.

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